mercoledì 6 ottobre 2010

DENUNCIA CANILE LAGER. COME PREMIO IL CARCERE

Arrestato in Spagna per aver denunciato la morte dei suoi cani, Adesso rischia dieci anni

Il 4 ottobre era la data del giudizio sulle accuse di disordine pubblico, lesioni aggravate a pubblico ufficiale e due intenti di attentato alle istituzioni: tutto per aver protestato dopo la morte dei suoi cani. La sentenza era prevista nella città spagnola di Cadice. E l’imputato Simone Righi non aspettava altro. Di solito dai processi si sfugge, ma lui invece lo invoca. E invece il tutto è rimandato al 24 gennaio del 2011. Hanno detto che il giudice non ci sarà. Ma perché Simone non aspetta altro che farsi giudicare? Bisogna andare con ordine.
Nel settembre del 2007 i due ragazzi italiani si recano in Spagna per una vacanza. Con loro ci sono tre cani, Holly, Vito e Maggie, tutti e tre dotati di “passaporto internazionale” e quindi vaccinati e regolarmente denunciati.
Jo Fiori e Simone Righi, lasciano i loro tre “migliori amici” presso una pensione per animali privata - a pagamento – che si fregia anche del titolo di Associazione Animalista di Puerto Real. Pensano di stabilirsi in Spagna, e hanno bisogno di qualche giorno per vedere dove sistemarsi. Il soggiorno viene concordato con il veterinario della struttura, Roberto Alfredo Parodi. 4 giorni dopo, esattamente il 17 settembre 2007, alle ore 8.30 del mattino, come da accordi, vanno a riprendersi i loro cani, il resto della loro famiglia. I cani però non ci sono. La pensione – “El Refugio”, questo il nome - in realtà non era una pensione, ma molto di più, o molto di meno. Comunque pensione” non lo era affatto. Era una struttura convenzionata con 15 comuni locali, protetta da notabili e finanziata da politici del luogo. Dentro, i cani, più che la pensione, trovavano la tomba: che era un congelatore. Già perché Simone ritrova uno dei suoi tre cani. Stava dentro a un grande freezer, insieme a molti altri. Holly era lì, cadavere fra gli altri cadaveri, come in un banco di surgelati. Forse alla “pensione per cani” capiscono che Holly non è uno dei soliti randagi che catturano e che sopprimono entro 2 settimane, ovviamente usufruendo di un contributo pubblico. Ecco allora che la salma viene presa da un congelatore, impilata sopra ad altri cadaveri. e sbattuta sopra un tavolo di alluminio.
canile Lager.jpgsimone righi svenuto durante l'arresto. a fianco le foto dei suoi cani morti nel canile lager.jpgMa ci sono altri morti, per terra, nel forno crematorio, dove gli altri due compagni di Jo e Simone, Vito e Maggie erano già stati bruciati. Il veterinario e l’operaio presenti fuggono come lepri, tutti i cani nelle gabbie abbaiano disperatamente. Rimasti soli dentro la struttura, i due italiani chiamano immediatamente le forze dell’ordine.
Arrivano Policia Nacional, Guardia Civil, Unità Zoofila della Guardia Civil, il Seprona
e “scoprono”, o forse semplicemente accertano, che la residenza era da tempo sotto indagine per maltrattamento animale e per la forma illegale utilizzata per sacrificare gli animali. Già perché l’autopsia su Holly rivela l’utilizzo di un potente paralizzante muscolare, farmaco illegale per l’eutanasia, che garantisce all’animale una morte lenta, per soffocamento, cosciente e agonizzante sino all’ultimo respiro. La prova schiacciante che mancava da sempre e che permette la chiusura del canile, oltre all’imputazione di cinque persone, chiamate a rispondere di omicidio animale. Per inciso, questo tipo farmaco “paralizzante”, è semplicemente più economico di quello “anestetizzante”. Lo stesso Diario de Cadiz ha pubblicato un articolo i cui indignati commenti dei suoi lettori svelano inquietanti intrecci che dovrebbero indurci a pensare che “pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”.
Jo e Simone denunciano i responsabili della struttura per "Omicidio Volontario Continuato" dei tre cani di proprietà, con Passaporto Internazionale e iscrizione all’anagrafe canina, membri della famiglia, per "Falsa Testimonianza" e "Falsa Documentazione". Nonostante le tante denunce precedenti, “El Refugio” rimaneva aperto e convenzionato con una quindicina di Comuni per la raccolta dei randagi, in Spagna soppressi convenzionalmente dopo dieci giorni dall’entrata nelle strutture di raccolta. E il primo processo che vede imputato un proprietario di canile privato. Procedimento penale pionieristico in terra iberica. Qui infatti la legge non parla chiaro. Anzi non parla affatto. E nel silenzio della disciplina sul trattamento e sul maltrattamento degli animali ognuno fa come vuole. E capita che le pratiche sugli animali senza padroni certificati siano fra le più brutali. Se fosse finita qui, sarebbe quasi un lieto fine, considerando le successive conseguenze, ne liete, ne finite. Venti giorni dopo la morte dei cani, il 07 ottobre 2007, i due italiani partecipano a Cadice alla manifestazione animalista per la chiusura del canile, che cesserà l’attività nel novembre 2007. Circa 2.000 persone urlano la loro indignazione e il loro disprezzo per la giunta di Cadice, convenzionata con la struttura de “El Refugio”. La manifestazione, proprio nel momento più brutto, viene per
fortuna filmata. Quanto avviene in quei momenti ha dell’incredibile. I manifestanti si ritrovano in una strada molto stretta, con loro non ci sono ne persone con bottiglie molotov ne tanto meno con il volto coperto. Non ci sono neanche cartelli con scritte minacciose, ma quelli della denuncia del canile lager e le foto dei cani che furono. Vi è la massiccia partecipazione di persone che potremmo tranquillamente riconoscere in tutti coloro che nella loro vita hanno amato un animale. Durante il deflusso Jo e Simone sono appoggiati contro una parete, quando due agenti si avvicinano. Hanno deciso di arrestarli. Simone viene percosso fino a perdere i sensi, e secondo quanto si vede nei filmati di Youtube, non oppone alcuna resistenza. A testimonianza di
quanto accade nei momenti successivi ci sono sul web numerosi video amatoriali e fotografie.
La vita si capovolge in un minuto. Dopo tre giorni in cella d’isolamento, il Giudice sentenzia la detenzione di Righi senza cauzione, nonostante le immagini e i video. I capi d’accusa sono “Intento di Attentato, resistenza a Pubblico Ufficiale e Disordine Pubblico”; la pena prospettata sono 10 anni di carcere. Dopo due mesi di prigionia, due ricorsi, l’intervento dell’ex Console di Madrid Sergio Barbanti, del Ministro degli Esteri Franco Frattini, delll’On. Marco Zacchera, di Madame Brigitte Bardot, di moltissime persone intervenute da tutto il mondo e il pagamento di 3.000€ di cauzione, Simone Righi viene rilasciato il 7 dicembre 2007, con obbligo di firma in Spagna il quindici di ogni mese e il ritiro del passaporto. Per citare Saviano, chi denuncia diventa criminale; per citare i bambini, chi fa la spia non è figlio di Maria. Altrimenti sembra inspiegabile l’accanimento del Comune di Cadice, impegnato nel voler definire criminale il testimone chiave della chiusure de “El
Refugio”, meglio conosciuto come mattatoio a cielo aperto. L’intera vicenda sembra studiata ad arte
per impedire ai due italiani di partecipare al processo contro il canile. L’avvocato Libero Mancuso, che rappresenta i due italiani in Italia, definisce "aberrante la vicenda ed esente da qualsiasi logica". Se volessimo dire una banalità, potremmo dire che il cane è il miglior amico dell’uomo. Ma l’uomo è il miglior amico del cane? Quale amica, amico, fidanzato o fratello non è stato tradito? L’uomo tradisce, il cane no. Ripercorriamo la nostra storia da Romolo e Remo ad Abele e Caino. Non dovremmo stupirci più dell’uomo e della sua capacità di infliggere dolore al proprio simile. E invece certe storie continuano a stupire. E spesso, più si è simili, più ci si odia. L’essere umano è sostanzialmente l’unica specie che uccide i propri simili. E non per caso, evento o lotta per la sopravvivenza. Ma solo per avidità, egoismo e volontà di sopraffazione. Non potrei spiegare altrimenti la storia di Jo e Simone, e soprattutto di Maggy, Holly e Vito.
In un intervista su Gearpress, riportata nel gruppo di Facebook, Simone dice "Dopo i giorni d’isolamento e l’esperienza del carcere, ho avuto continui choc. Quando mi hanno rilasciato — dopo aver pagato 3mila euro di cauzione — avevo paura ad uscire di casa. Avrò speso più di 50mila euro e ora lavoro come tatuatore per pagarmi gli avvocati: uno in Italia e uno in Spagna. Io però ho fiducia nella giustizia, per questo ho deciso di essere presente al processo. Ci hanno anche detto che ci sarà un osservatore del governo italiano”. Ci dovrebbe essere della Commissione Europea diremmo noi, visto che proprio la UE ha approvato la scorsa settimana una direttiva che consente l’utilizzo dei cani randagi per gli esperimenti. Alla fine, fra udienze rimandate, politiche internazionali e brutalità della polizia possiamo consolarci in un modo. Che il sacrificio di Simone ha salvato decine di vite di cani. D’altra parte nel calendario dei santi il 4 ottobre ricorre San
Francesco, il protettore degli animali.
http://www.facebook.com/note.php?note_id=161301567217218&id=1609437217&ref=mf
http://www.youtube.com/watch?v=XGJvKW8ivsE

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