mercoledì 27 febbraio 2013

Avete mai conosciuto una 'cattiva ragazza'?




A – Quando arriverà il giorno che finirai di comportarti come uno stronzo con le donne?
B – Ma guarda che io non mi comporto come uno stronzo. E’ che mi disegnano così..
A – No no, a te hanno disegnato con le efelidi e i capelli rossi. Ma da stronzo ti ci comporti.
B – Sarà colpa dei condizionamenti della pubblicità, dell’egemonia dell’immagine, della logica dell’apparenza allora.. Insomma, dei modelli culturali che ci impongono. Capisci?
A – Ginger, non dire stronzate. Mi vorresti far credere che il tuo modello è Kate Moss?
B – Esatto, tipo Kate Moss……




Lei è Kate Moss, la cattiva ragazza. Bellissima e conturbante drogata. Ci sono le sue foto di posa, dove l’affascinante e spericolata modella replica centinaia di migliaia di volte il suo fascino e la sua perfezione, rendendo le femmine inadeguate e i maschi incantati. Poi c’è la foto dove, cannuccia e cocaina fra le mani, si appresta a sniffare. Quella foto è l’emblema e l’ambiguità della “cattiva ragazza”: una vetta irraggiungibile, una sintesi di fragilità femminile e ammaliante arroganza, un sincretismo fra La Bellezza ontologicamente superiore e l’insidia connaturata all’esser donna. Non so se sia La cattiva ragazza. So che è una cattiva ragazza. Perché è pericolosa e distruttiva, bella e maledetta, come lo sono le cattive ragazze. Tanto da ridurci a piccoli uomini bramanti di un solo sguardo, di un sorriso, di un’attenzione. 


Non so se avete mai conosciuto una cattiva ragazza. 


Sono in grado di rovinarci la vita con un gesto, una parola, un pensiero. E forse le amiamo proprio per questo. Libere e consapevoli. Potenti e instabili. Ma attenzione a pensare le cattive ragazze come modelli di bellezza in pantaloni di latex e seni prorompenti. Spesso hanno parvenze a abbigliamenti molto semplici, comuni quasi, e dunque assai pericolosi, perché assai difficili da riconoscere. Sguardi teneri e accondiscendenti che allontanano da noi la percezione di quanto sarebbe essenziale predisporre i necessari anticorpi.


Irregolari, contraddittorie e dolorose già al primo contatto, le cattive ragazze. Vestono talora l’abito principesco, talvolta quello della strega. A volte sono vite da salvare, a volte amazzoni condottiere di giochi squilibrati vissuti sul filo di rabbia e passione. Ma sempre e comunque superiori. Nella consapevolezza. Nel gioco. Nei ruoli. Sempre un passo avanti. Ci conducono a giocare in territori che nemmeno potevamo immaginare esistessero. Tu, stupido ed elementare maschio, non puoi fare altro che tentare, provare, implorare di riuscire a stare al loro passo.   


Diciamo la verità. Il maschio che almeno una volta non ha conosciuto una cattiva ragazza è un maschio buttato, inutile, frigido. Che può sapere della donna, della femmina, della femminilità, se non ha potuto assaporare, seppure solo per un istante, l’apoteosi estrema dell’altra faccia della natura umana?


Le cattive ragazze. Le distingue una bellezza potente, che diventa prepotente nei loro comportamenti, e la palese invidia che generano nelle altre femmine. Risentimento astioso dell’amore assoluto, incondizionato, infantile quasi, che ogni uomo degno di tale appellativo è ansioso di donarle. 


Sono maledette. Per noi e per loro stesse. Sono schiave del loro essere autentiche. Donne, con la prima lettera maiuscola. Cubitale. Femmine, per essenza stessa. Parzialmente e ricorrentemente depresse, come tutti coloro che sono tremendamente vivi, come chi respira solo sentimenti lancinanti. 


Furbette, maliziose, determinate. Coscienze sonnacchiose e condizionamenti zero. Le somatizzazioni le generano in due modi. Verso se stesse, attraverso una sessualità libera ed esplosiva. Verso gli altri. Immettendo copiosi flussi sanguigni nel cervello delle altre donne e nel basso ventre di ogni uomo. E lo fanno con ogni passo. Ogni volta che il tacco sbatte sul marciapiede. Ogni volta che le labbra si schiudono. 


Si, avete capito bene. Amo le cattive ragazze. Spero vivamente che possiate farlo anche voi. O pensate di vivere in eterno?